La Cannabis è una pianta a fiore (angiosperma) che, come il luppolo (Humulus lupulus), appartiene alla famiglia delle Cannabaceae, dette anche Cannabinacee, ordine delle Urticales.

Prove dell’utilizzo della Cannabis si hanno fin dai tempi del Neolitico come dimostrato dal ritrovamento di alcuni semi fossilizzati in una grotta in Romania. I più famosi fumatori di cannabis dell’antichità furono gli Hindu di India e Nepal e gli Hashashin, presenti in Siria, dai quali prese il nome l’Hashish. La Cannabis fu anche utilizzata dagli Assiri,che scoprirono le sue proprietà psicoattive dagli Ariani e grazie ad essi,fu fatta conoscere ed utilizzare anche a Sciiti e Traciani, che se ne servirono anche per riti religiosi. Nel 2003 fu ritrovata in Cina una borsa di pelle contenente alcune tracce di cannabis e semi risalenti a 2500 anni fa. Ganja è il termine in antica lingua sanscrita per la Cannabis, attualmente associato sopratutto alla cultura creolo giamaicana che utilizza questo termine per indicare la marijuana, ritenuta dai Rastafariani indispensabile per la meditazione e la preghiera.

Cannabis

La Cannabis è una pianta erbacea a ciclo annuale. L’altezza varia tra 1,5 – 2 m, ma in sottospecie coltivate può arrivare fino a 5 metri. Presenta una lunga radice a fittone e un fusto, eretto o ramificato, con escrescenze resinose, angolate, a volte cave, specialmente al di sopra del primo paio di foglie.
Le foglie sono picciolate e provviste di stipole; ciascuna è palmata, composta da 5 – 13 foglioline lanceolate, a margine dentato-seghettato, con punte acuminate fino a 10 cm di lunghezza ed 1,5 cm di larghezza

I fiori maschili (staminiferi) sono riuniti in pannocchie terminali e ciascuno presenta 5 tepali fusi alla base e 5 stami.
I fiori femminili (pistilliferi) sono riuniti in gruppi di 2-6 alle ascelle di brattee formanti corte spighe; ognuno mostra un calice membranaceo che avvolge strettamente un ovario supero ed uniloculare, sormontato da due stili e due stimmi.
La pianta germina in primavera e fiorisce in estate inoltrata. L’impollinazione è anemofila (trasporto tramite il vento). In autunno compaiono i frutti, degli acheni duri e globosi, ciascuno trattenente un seme con un endosperma carnoso ed embrione curvo.

I preparati psicoattivi come l’hashish e la marijuana sono costituiti dalla resina e dalle infiorescenze femminili ottenuti appunto dal genotipo THCA-sintetasi.

MARIJUANA

Il termine marijuana si riferisce alle infiorescenze femminili essiccate e conciate delle piante di cannabis appartenenti preferibilmente, ma non necessariamente, al genotipo THCAS (volgarmente “canapa indiana”). In tutte le varietà di canapa sono contenute diverse sostanze stupefacenti psicoattive, tra cui la principale è il Tetraidrocannabinolo. Il materiale vegetale o i preparati che contengono in misura apprezzabile sostanze psicoattive sono considerati facenti parte delle cosiddette “droghe leggere”.

Il termine marijuana è il nome comune col quale in Messico viene indicata tale pianta quando destinata a ricavarne sostanza stupefacente. L’uso del termine marijuana si è poi diffuso in tutto il mondo veicolato dai media fin dalla prima metà del secolo scorso. La foglia di canapa indica, simbolo mediatico della marijuana, non si fuma poiché povera in principi attivi e ricca di clorofilla che inasprisce il tipico sapore dolciastro delle infiorescenze.

Nel Marzo 2007 la rivista scientifica The Lancet pubblica uno studio che evidenzia minore pericolosità della marijuana rispetto ad alcool, nicotina o benzodiazepine.

Marijuana - Hashish

HASHISH

L’hashish è una sostanza stupefacente psicoattiva derivata dalla resina della pianta di Cannabis i cui effetti sono dovuti principalmente al THC in essa contenuto (in quantità maggiore rispetto alla marijuana).

Il nome “Hashish” deriva dall’arabo ﺣﺸﻴﺶ ašīš (e da un gruppo di devoti di un ismailismo fanatico, che di hashish facevano uso, ﺣﺸﺎﺸﻴﻦ ḥaššāšīn, deriverebbe la parola “assassino”). Si dice infatti che proprio questa sostanza venisse data in assunzione a sicari ed esecutori per allontanar loro l’ansia e portarli senza difficoltà a compiere gli omicidi.

Gli effetti indotti dall’uso di tale sostanza, che viene generalmente fumata assieme al tabacco, ma può anche essere ingerita, sono svariati; hanno differente intensità a seconda del soggetto, dalle circostanze psico-fisiche in cui la si assume, e dell’assuefazione del fumatore. Oltre agli effetti collaterali comuni al consumo di tabacco, i principali effetti sono:

  • rilassamento
  • attenuazione della reattività fisica
  • amplificazione delle percezioni sensoriali e delle esperienze estetiche
  • temporaneo abbassamento della pressione sanguigna
  • sensazione di alterazione delle percezioni
  • ilarità incondizionata
  • focus cognitivo verso la distorsione della realtà
  • distorsione temporanea della memoria
  • aumento della fame al calare dell’effetto ( Fame Chimica )
  • diminuzione della salivazione.

Se assunto in grandi quantità potrebbe produrre:

  • disorientamento
  • nausea
  • senso di smarrimento
  • apatia

L’assunzione di derivati dalla canapa può avere inoltre pericolose interazioni farmacologiche quando, in concomitanza all’assunzione, si è sotto terapia medico-farmacologica di qualsiasi tipo. Tuttavia non sono noti casi di mortalità dovuta a complicanze causate dall’hashish.

Gli effetti indotti possono essere condizionati in maniera significativa anche da due fattori psicologici: il set (lo stato d’animo di chi consuma) e il setting (la compagnia con cui si trova ed il luogo in cui si trova il consumatore).