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Il termine marijuana si riferisce alle infiorescenze femminili essiccate e conciate delle piante di cannabis appartenenti preferibilmente, ma non necessariamente, al genotipo THCAS (volgarmente “canapa indiana”).

In tutte le varietà di canapa sono contenute diverse sostanze stupefacenti psicoattive, tra cui la principale è il Tetraidrocannabinolo. Il materiale vegetale o i preparati che contengono in misura apprezzabile sostanze psicoattive sono considerati facenti parte delle cosiddette “droghe leggere”.

Il termine marijuana è il nome comune col quale in Messico viene indicata tale pianta quando destinata a ricavarne sostanza stupefacente. L’uso del termine marijuana si è poi diffuso in tutto il mondo veicolato dai media fin dalla prima metà del secolo scorso. La foglia di canapa indica, simbolo mediatico della marijuana, non si fuma poiché povera in principi attivi e ricca di clorofilla che inasprisce il tipico sapore dolciastro delle infiorescenze.

Nel Marzo 2007 la rivista scientifica The Lancet pubblica uno studio che evidenzia minore pericolosità della marijuana rispetto ad alcool, nicotina o benzodiazepine.

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