La casa di Anna Frank

La casa di Anna Frank rappresenta un museo in cui l’atmosfera tipica della seconda guerra mondiale è davvero palpabile. Emblema dell’occupazione dell’Olanda, il museo non è altro che la casa in cui la giovane ebrea scrisse il suo famoso diario. Da allora nulla è cambiato, nonostante gli attenti restauri conservativi: anzi  ogni singola testimonianza della vita clandestina della famiglia Frank, insieme ai Van Pels e Fritz Pfeffer è rimasta talmente intatta che l’aria è davvero suggestiva.

La storia della casa di Anna Frank

Anna Frank e la sua famiglia si nascosero per un paio di anni  insieme ad altre famiglie (Van Pels e Fritz Pfeffer), in questa casa sita in Prinsengracht 263, che nel 1960 divenne un museo.

Nell’edificio il padre di Anna, Otto Frank svolgeva regolarmente il suo lavoro. Grazie al personale dell’ufficio le 8 persone che erano state nascoste ricevevano cibo e notizie necessari dall’esterno. Per entrare nel rifugio bisognava oltrepassare una libreria rimovibile (in parte) costruita appositamente per quello.

Tuttavia il 4 agosto 1944 il nascondiglio fu scoperto dai tedeschi, i quali deportarono gli ebrei trovati in diversi campi di concentramento. L’unico a scampare il pericolo dello sterminio fu il padre Otto Frank.

 

Il museo: la casa di Anna Frank

Il Museo racchiude tutti i segreti di quelle camere, a partire da fotografie, cartoline passando per immagini e oggetti personali. Ma tra i reperti preziosi troviamo le pagine originali del diario e l’allestimento costante di nuove mostre temporanee a tema.

In giro per i corridoi dell’alloggio, è possibile visionare filmati e guide uditive. Queste ultime descrivono gli eventi e i luoghi per consentire una maggiore comprensione della triste vita di quelle povere famiglie. Incantati dall’atmosfera retrò e suggestiva, per visitare il museo occorre più di un’ora e l’accesso è possibile fino a mezz’ora prima della chiusura del Museo.